ll vicepresidente della filiera TIA intervistato da rfid italia Stampa
Notizie - Ultime Gdf TIA
Scritto da GdF TIA   

Nei giorni scorsi si è tenuta presso l'Auditorium Parco Tecnologico di Pula, in provincia di Cagliari, la Prima Giornata sulle Tecnologie Rfid in Sardegna. Diversi gli interventi di vari addetti ai lavori. Fra questi quello di Ubaldo Montanari, Rfid Product Manager di Hi-Pro e vicepresidente Filiera Tia Assoknowledge. Che ha mostrato, durante la sua presentazione, quali sono i cinque miti dell'Rfid da sfatare.

5° posto: L'Rfid consente la tracciatura delle persone ovunque
Si tratta di un mito perchè i costi e le limitazioni tecniche rendono praticamente impossibile problematiche di questo tipo. Inoltre, qualora fosse possibile tracciare le persone con l'Rfid, chi ritiene di venire violato nella sua privacy deve, prima di porsi questo problema non usare il telefonino, la carta di credito, le fidelity card, il bancomat, la viacard, il telepass e così via.
4° posto: Una frequenza farà tutto, l'Uhf the best
Spiega Montanari: A parte il fatto che l'Uhf in Italia è liberalizzato solo da luglio del 2007, e perciò vi sono al momento poche applicazioni, comunque sia, a seconda delle applicazioni, dell'ambiente e delle necessità del cliente, risulterà più adatta una o l'altra frequenza, tag passivi o attivi, Lf, Hf, o Uhf. E comunque a tutto il 2007 le applicazioni a 13,56 MHz hanno ancora di fatto dominato il mercato mondiale, anche se indubbiamente la rimonta dell'Uhf è notevole e soprattutto nel mondo della logistica.
3° posto: I tag costeranno a brevissimo cinque centesimi di dollaro
A oggi, con la tecnologia attuale, il costo non potrà mai essere comparabile con quello di un codice a barre, e comunque i cinque centesimi di dollaro rimangono per ora un traguardo distante. Inoltre, il prezzo del tag si riferisce (quasi) sempre alla sua forma più economica che in molti casi non si adatta alle necessità del cliente.
2° posto: L'Rfid non è un problema, il vero problema è gestire la mole dei dati che produce
I sistemi Rfid, in moltissimi casi, generano la stessa mole di dati di un sistema cartaceo o barcode.
1° posto: Rfid: usiamolo come contapezzi
Nessuno può garantire che leggendo una scatola, sacco o altro contenitore con all'interno degli oggetti con Rfid questi vengano letti tutti al 100 per cento: vicinanza fra loro, orientamento e altri fattori fanno si che questa garanzia non esista. Ovviamente un'accurata analisi del processo, una ottimizzazione dei contenitori e della loro posizione porta a risultati molto soddisfacenti e molto vicini al 100 per cento.