| Beneficienza e Iot: i tag raccontano |
|
|
|
| Scritto da Rfid Italia |
|
Si chiama Remember Me ed è un progetto che usa l'Rfid per un'iniziativa veramente singolare: inserire in tutti gli oggetti donati in beneficienza un tag o un Qr code. Questo non per tracciare la gestione ma per tenere una traccia della memoria emotiva, offrendo ai nuovi acquirenti la possibilità di conoscere la storia associata a ogni articolo esposto.
L'idea è venuta a Oxford Road, branch di Oxfam, confederazione internazionale no profit, che sta sperimentando a Manchester i transponder Rfid associati all'uso dei Qr code per consentire alla gente di collegarsi tramite apposito reader o direttamente via cellulare agli smart tag associati agli oggetti in vendita e così poter avere accesso a tutta una serie di informazioni aggiuntive. Il processo di acquisizione dei dati, infatti, è molto particolare: i responsabili Oxfam chiedono ai vari donatori di raccontare una breve storia dell'oggetto davanti a un microfono in modo da registrare e così archiviare le informazioni in un sistema per proporre una nuova user experience. Chi entra in un negozio Oxfam può prendere da un espositore un iPhone che integra un reader Rfid o un dispositivo Android collegato attraverso un dispositivo Bluetooth. Entrambi i dispositivi consentono di interagire con gli articoli esposti abilitando i cellulari a leggere i codici bidimensionali apposti su ogni singolo articolo. Questo per chi non ha un cellulare di ultima generazione: chi ne è dotato, infatti, può semplicemente scaricarsi l'applicazione al sito www.talesothings.com e procedere in assoluta autonomia a esplorare il negozio alla ricerca degli oggetti magari di meno valore ma con le storie più interessanti. Il progetto è stato realizzato grazie alla collabroazione tra Oxfam e un'organizzazione chiamata TOTeM (Tales of Things and Electronic Memory), che raccoglie una comunità di persone dell' Edinburgh College of Art, della Brunel University, dell'University College di Londra, dell'Università di Dundee dell'Università di Salford, che stanno lavorando per incoraggiare in vario modo la popolazione a trascrivere la storia della loro comunità. L'idea legata al progetto è molto nobile: trasformare il processo di vendita degli oggetti dati in beneficienza o delle donazioni in qualcosa va oltre il valore meramente commerciale facendo sì che gli ex proprietari degli oggetti, i loro amici, i legami sentimentali associati a ognuno degli oggetti lasciati entrino a far parte di una storia, archiviata grazie all'intelligenza delle nuove tecnologie in radiofrequenza. Gli osservatori fanno notare come Remember me rappresenti un nuovo modo di vedere l'evoluzione tecnologica associata all'uso della radiofrequenza. E i lettori Rfid nei vari punti vendita della filiera della beneficienza è sicuramente una proposta di Internet delle cose molto innovativa. |




















CONSORZIO




