Gruppo di Filiera T.I.A. - Tecnologie Identificazione Automatica
Rfid, una legge per la filiera del fashion
Scritto da Mila Fiordalisi
Spingere l’adozione delle nuove tecnologie in nome della tutela del made in Italy in un’ottica anti-contraffazione. Ma anche di innovazione della filiera a beneficio dell’efficienza operativa, della sicurezza del prodotto e anche dei costi finali per i consumatori. Questi, in sintesi, gli obiettivi della proposta di legge “Reguzzoni-Versace”, dai nomi dei primi due parlamentari firmatari (rispettivamente deputati di Lega e Pdl) - ma sono una trentina in tutto i firmatari bipartisan - attualmente al vaglio del Parlamento (è stata presentata lo scorso 20 luglio), che mira a “introdurre un sistema di tracciabilità per la valorizzazione dei prodotti tessili, che consenta alle imprese di qualificare la propria produzione e ai consumatori di avere maggiori informazioni sulla qualità e sulla sicurezza dei prodotti acquistati”, si legge nel testo della proposta.
La società di rappresentanza Menghini, che opera da numerosi anni nel settore delle biciclette, ha portato all’ideazione di un sistema di tracciabilità dei cicli, denominato CymiCHIP e sviluppato in collaborazione con Zerouno Informatica.
L’RFID è stata usata per la rilevazione dei passaggi dei partecipanti alla Red Rock Sky Marathon 2009 (www.redrockskymarathon.com), la maratona che si è svolta alla fine di agosto a Vezza d’Oglio (BS). SAIT, con i prodotti Intermec, ha realizzato un’infrastruttura innovativa basata sull’RFID per rilevare i passaggi degli atleti in gara e tenere aggiornato il pubblico in tempo reale.
Il 16 ottobre del 2009 a Torino nell'ambito della manifestazione ITN si è svolta una tavola rotonda organizzata dal Gruppo TIA - Assoknowledge , moderata da THEBIZLOFT nella persona di Paolo Conti, dedicata a esplorare le opportunità dell'Rfid nel settore della moda e nella tutela del Made in Italy.
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L'RFID si sposa con i sensori
Scritto da Data Collection
La catena del freddo è una cosa bellissima, permette di far arrivare in tavola (o almeno sul bancone del negozio o del supermercato) prodotti freschi in uno stato di conservazione uguale a quello che avevano al momento della raccolta o della preparazione. Ma se la catena si interrompe sono guai: basta che in un anello la temperatura sia più alta (ma anche più bassa può essere un problema) e le condizioni del prodotto subiscono un deterioramento, che il restaurarsi successivo della temperatura non serve a recuperare.